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mercoledì 21 ottobre 2020

La fisica dell'argilla

L'argilla è un materiale plastico e malleabile. 

Riciclabile all'infinito finché non viene cotta e diventa terra cotta. 

E' un misto di vari ingredienti: minerali, acqua, ferro. E' proprio grazie al ferro in essa contenuto che la terra cotta (detta Biscotto) ha quel classico colore rossastro. Il ferro, durante la cottura, ossida e diventa ruggine. 

L'argilla è un materiale malleabile che, grazie all'acqua in essa contenuta, può essere manipolato e formato a piacere. Spesso chi la usa per la prima volta nota che all'inizio l'argilla è fredda e poi, man mano che viene lavorata, si scalda. Questo fenomeno avviene a causa del fatto che le nostre mani riscaldano l'acqua presente nell'argilla. La conduzione termica è un processo fisico per il quale il calore si sposta, per contatto, dal corpo più caldo (le nostre mani) al corpo più freddo (l'argilla). Scaldandosi l'acqua evapora lasciando l'argilla un pochino più secca. Quando l'argilla si asciuga diventa dura e si sfalda, perde le qualità che la rendono lavorabile. 

Una volta realizzati la statua o il vaso l'oggetto deve essere fatto asciugare lentamente, non vicino a fonti di calore dirette (no il calorifero, no il sole) per poi essere cotta in una fornace.

Altrimenti può essere rimpastata con acqua e riutilizzata per creare nuovamente.





venerdì 22 aprile 2016

La settimana verde

Nella settimana dal 18 al 22 aprile '16 ho seguito il progetto di divulgazione scientifica La settimana verde presso la scuola primaria S. Giuseppe di Meda.
Ho condotto un laboratorio della durata di due ore in ogni classe dell'istituto.
Dalla prima alla quinta i bambini sono stati coinvolti in attività specifiche, in base a un programma definito a inizio anno insieme al corpo docenti.
L'ultimo giorno della settimana è stato fatto un momento collegiale per dare una cornice tematica al lavoro svolto e per far condividere le esperienze dei bambini. Tutte le classi sono state radunate in teatro dopo l’intervallo. Lì ho ho brevemente descritto il lavoro svolto durante la settimana e ho spiegato ai bambini il percorso che sarebbe seguito. Le maestre avevano un programma dettagliato degli spostamenti e degli orari. Le classi sono state a turno, ospiti e ospitanti nelle loro aule. I bambini erano pronti a mostrare i loro lavori e a descriverli brevemente. Le presentazioni sono state preparate durante il laboratorio in ogni classe. Ogni gruppo classe ha visitato altre quattro classi e ne ha ospitate altrettante.
Ringrazio i bambini della scuola per la loro ospitalità e faccio i complimenti alle maestre. E' evidente quando una scuola lavora bene, lo si respira, lo si sente.

Ecco le attività:

Classe 1°
La forma dell’energia
Nel laboratorio Re Mida lavoriamo con esercizi di esplorazione corporea e dello spazio.
Cos’è l’energia? Come è fatta e dove sta? Immaginiamo che sia un oggetto, che si possa spostare, trasformare, usare e riusare. Immaginiamo che abbia tante forme. Disegniamole e poi diamo loro vita creando un’opera collettiva.






Classe 2°
Riuso creativo
Salviamo dalla dismissione alcuni oggetti e usiamoli per costruire cose nuove. Usiamo gli oggetti fatti di un solo materiale o separiamo quelli composti nei loro materiali originari. Usiamo le varie parti per tagliare, incollare, attaccare, unire in modo creativo.


Classi 3°
Dentro l’aria
Cos’è l’aria e di cosa è fatta? Dove sta e come si comporta? Osserviamo le proprietà della materia gassosa che ci circonda e in quali modi possiamo studiarla e usarla.







Classi 4°
La cura del nostro orto
Come possiamo prenderci cura del nostro orto in modo ecologico e sostenibile?  Lavoriamo, tagliamo, pestiamo alcuni materiali organici naturali per preparare uno speciale compost per fertilizzare e proteggere il terreno.


Classi 5°
Il mercato dell’energia
Quanti tipo di energia ci sono? Quali si rinnovano e quali no? Con semplici strumenti trasformiamo l'energia per comprendere in quanti modi la si può utilizzare, trasportare, comprare e vendere.

martedì 1 dicembre 2015

Il mercato dell'energia

I materiali per il Mercato dell'Energia


Fili elettrici, lampadine, cicalini, termocoppie, batterie, pannelli fotovoltaici, led e termometri, foglio e penna.

Trasformiamo, misuriamo, sentiamo e vediamo l'Energia, in alcune sue forme.

L'energia si può trasformare, trasportare, vendere, usare. 
Tutto questo necessita attenzione, concentrazione, capacità di problem solving, affiatamento di gruppo e una buona dose di fantasia.

Attività svolta per conto di Rete Clima

giovedì 17 settembre 2015

Perché un Blog?


Progetto Ergon _Scuola media Cucciago _ 2013

Come Atena è un blog che vuole condividere esperienze e conoscenze relative alla pragmatica scientifica ad ampio raggio, senza pretese di sostituirsi ai testi fondamentali o a istituzioni di riferimento. Vuole essere un contenitore di pensieri e fatti, che si costruiranno via via, con l’esperienza e le occasioni che arriveranno.
Per pragmatica scientifica intendendo ciò che succede nel qui e ora, nel momento in cui avviene un fatto, un fenomeno.  Cito il pensiero di M. Heidegger, secondo cui bisogna "lasciar vedere in sé stesso ciò che si manifesta", liberandolo dall'occultamento in cui rischiano di farlo cadere i nostri pregiudizi. Il buono scienziato è colui che sa avere un punto di vista olistico, una visiona aperta e globale, e nello stesso tempo disinteressato dal raggiungimento di un obiettivo prestabilito. Si lascia guidare dalle cose per poter accogliere, comprendere, capire, agire.
Osservare un fenomeno e descriverlo è il primo e più semplicemente sconvolgente atto scientifico che possiamo fare. Saper osservare non è semplice. Significa sapersi fermare, altra cosa difficile per chi non è abituato.
Osservare un fenomeno senza la pretesa di voler intervenire, anche se siamo parte del contesto osservato, è altrettanto complicato per noi che siamo abituati all’idea del dover fare per poter imparare.
Osservare è fare qualcosa.
Osservare significa notare i particolari, uno alla volta, dando loro l’occasione di lasciarsi notare. Saperli distinguere e suddividere nelle loro manifestazioni radice.
Osservare significa saper usare i sensi, anche quelli che diamo per scontati. Per esempio quando stropicciamo un foglio di carta abbiamo mai notato il rumore che si produce? Quel suono è energia che viene liberata nella rottura delle fibre di cellulosa. E’ energia sonora.
Descrivere è il secondo atto fondamentale. Se siamo capaci di descrivere quello che osserviamo ci avviciniamo via via alla sua comprensione profonda.

Nei miei post ci saranno esperimenti svolti con alunni delle scuole di tutti i gradi, associazioni, adulti e altre categorie di fruitori. Saranno raccontate le occasioni che avrò di imparare, tanto, sempre. Dalla lettura di libri, dalla navigazione sul web, dalle prove sperimentali che svolgo a casa e dalla condivisione con gli altri, gli studenti, grandi o piccoli.
Un mio laboratorio può essere proposto infinite volte, con target diversi. Ogni volta, e prima di tutti, io imparo qualcosa, una parola, un gesto, una sequenza, un dato di osservazione che non avevo notato.
Per tutti questi motivi mi piace il mio lavoro, pensare e condurre le attività, i seminari, i cicli di incontri. Ora vedremo a cosa mi porterà la creazione di questo blog….